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martedì 25 agosto 2015

Out of Control: le follie dei media con Sony che vince la Gamescom 2015, Gears of War: UE che fa peggio dell'originale e il ritorno del DF



Nel mondo dell'editoria videoludica, se così si può definire dato che chi scrive per determinate testate non sempre è un vero giornalista ma si tratta di blogger o semplici appassionati, assistiamo ogni giorno a incredibili rivelazioni.

Viene a mancare obiettività e oggetività, con i redattori che tendono a forzare la mano per esaltare o screditare un determinato prodotto, tutto ciò per generare "traffico" e quindi introiti e maggiore visibilità per "X" sito. Ormai è chiara a tutti la direzione intrapresa dai principali network nazionali e internazionali: per incrementare i cosiddetti click e alimentare i flame nei commenti sotto ogni notizia, recensione o anteprima che sia, si segue una logica che ha dell'aberrante, invero cercare di togliere visibilità a Xbox One esaltando dall'altra parte l'antagonista PS4.

Una scelta che, come dimostrano i fatti di ogni giorno, premia chi punta il dito contro Xbox One (resolution gate, DLC esclusivi, le poche volte che il Live è down, offerte peggiori, bundle e Kinect e via discorrendo). Fate un giro per queste realtà e confrontate un po' quanti commenti ci sono sotto le notizie "negative" per Xbox One e quanti commenti ci sono invece sotto le notizie "negative" di PlayStation 4.

Il rapporto è quasi opprimente.

Sotto ogni thread dedicato a Xbox One si scatena un flame senza fine, con le due "fazioni" incitate ancor prima da articoli di dubbia qualità e veridicità che mirano però proprio a tutto questo: alimentare la console war, con chi attacca e chi difende in un turbinio di commenti spesso insensati, ma che all'editore fa soltando comodo.

La filosofia dell'"importante è che se ne parli" scatena catene di Sant'Antonio senza fine, partendo dall'insulso NeoGaf (e ancora non comrpendo perchè i vari IGN, Gamespot, Eurogamer, Kotaku e compagnia lo prendano ancora come forum di riferimento per le notizie relative ai videogames...) e continuando il "discorso" sui siti specializzati.

Il vero problema alla base è che tali scelte editoriali sono radicate in siti multiformato, ossia quei portali che trattano tutti i formati videoludici e non realtà monotematiche.

Ritroviamo quindi lo stesso, disgustoso, leit-motiv: Xbox One arranca in grafica e vendite, gli eventi a essa dedicati sono buoni ma non superano mai la concorrenza e, di converso, ritroviamo sempre l'esaltazione a tratti patetica -quasi a giustificare chi ha acquistato PS4- di Sony, con la multinazionale nipponica che mai sbaglia un colpo e che tutto le è concesso (sì, anche quando parla di TV TV e CoD sulla sua console!).

Prendiamo l'E3 2015, prendiamo la Gamescom 2015, prendiamo il discorso delle microtransazioni, prendiamo il discorso di Call of Duty e dei DLC (ora che sono in esclusiva temporanea su PS4 sì che contano davvero!) prendiamo le analisi del Digital Faulty (al secolo Digital Foundry), prendiamo le recensioni di remake e remaster.

Tutti questi elementi che, se accomunati, mostrano il fianco di Xbox One con PS4 invece vista come la console definitiva, dai giochi definitivi, dagli annunci pazzeschi (tutto fumo e niente arrosto dice il vecchio saggio) dalle mosse sempre azzeccate (aumento dell'abbonamento mensile e trimestrale del PSN, rinvii di titoli AAA, modelli nuovi di PS4 più caldi, scarsa offerta extra-ludica, manutenzione programmata e non del PSN, esclusive di terze parti giuste quando le stringe Sony, sbagliate quando le stringe Microsoft).


Sembra quasi di assistere ad un girone infernale dantesco, senza via d'uscita con gli utenti Xbox sempre martoriati da certe notizie faziose e, più in generale, da una stampa sempre più orientata verso il monolite nero di Sony, così come è stato sin dall'inizio.

Per fare degli esempi, i fantomatici "giornalisti" hanno portato su di un altare di cristallo la conferenza di Sony all'E3 di giugno, perchè accecati da tre annunci che, se analizzati a fondo, portano solo più dubbi che certezze: Shenmue 3, titolo indie nato su Kickstarter e assolutamente non coadiuvato da Sony finanziariamente nè commercialmente, il ritorno del redivivo The Last Guardian, titolo che doveva uscire su PS3 nel corso della sua genesi e mai arrivato, il remake di Final Fantasy VII, titolo che arriverà sì su PS4, ma non in esclusiva console.

Sono bastate queste tre cose per far aumentare la salivazione ai soliti faziosi, il cui prosciutto sugli occhi non ha permesso di vedere invece nella conferenza di Microsoft come quella davvero vincente.

Tre annunci fumosi (dei tre titoli sopracitati non si conoscono molti dettagli, nè tantomeno l'uscita!) contro le certezze di Xbox, ossia Halo 5: Guardians, Gears of War: Ultimate Edition, Fable Legends, Rise of the Tomb Raider, Forza Motorsport 6, tutti in arrivo tra quest'autunno e Natale 2015.

Ma Microsoft non ha solo portato certezze alla sua console, ma anche già investito in una line-up 2016 già piuttosto coprosa con gli arrivi di Quantum Break, Scalebound, Crackdown 3, Gears 4, Sea of Thieves, ReCore, e le soprese non sono finite qui.

Microsoft ha proseguito nella sua politica aggressiva anche durante la più recente Gamescom 2015, mostrando a tutti e più da vicino i porssimi blockbuster e, nessuno ne ha parlato abbondantemente, del cloud computing che finalmente si è concretizzato. Tralascio i vari indie e progetti legati a ID@XBOX che meritano un discorso approfondito a parte, ma anche in quest settore la casa di Redmond sta investendo tantissimo in partnership, supporto, esclusive a tempo e non.

Gamescom 2015 che ha visto come grande assente proprio Sony, concentrata più alla Paris Game Week (cui è trapelato l'ennesimo porting-collection-remaster, quello relativo al cofanetto di Quantic Dream realtivo all'arrivo su PS4 di Heavy Rain e Beyond Two Souls, bellissimi per carità, ma già apprezzati su PS3!) e al TGS 2015.

E cosa accade quando Sony salta una fiera importante come la Gamescom? Semplice: vince, vince sempre. Per il portale italiano Multiplayer.it la Gamescom 2015 è stata all'insegna di Sony perchè reduce da uno strepitoso E3 2015:


Si, avete letto bene, il sunto è proprio questo e con certa spocchiosità e irriverenza l'autore di quest'articolo lo dice apertamente, senza remore, senza rancore, con assoluta certezza di ciò che scrive.

Un pezzo che lascia basiti, che fa capire molto bene come girano le cose qui in Italia e di come si tenda sempre a incorniciare Sony e crocifiggere Microsoft. Anche quando si è completamente fuori dal contesto:


E poco importa se la divisione Xbox ha tolto il velo dal mastodontico Scalebound o dal sempre più impressionante Quantum Break, perchè il gioco della fiera è stato, per il portale di cui sopra, nientemeno che Mafia 3 che ha rubato quasi da solo l'intera scena ai titoli per Xbox One (a detta loro, testati tutti personalmente ma che ponevano più punti di domanda che punti esclamativi...). Gioco presentato con un veloce trailer...

Qui si fa davvero a cazzotti con la logica, con i fatti spacciati per promesse e promesse spacciate per solide realtà, come titola anche il paragrafetto conclusivo di questo articoletto fazioso e poco coerente. Ma poi, perchè parlare dell'E3 in un pezzo dedicato alla Gamescom? Perchè focalizzarsi su Sony e PS4 quando questi erano del tutto assenti alla Gamescom? Avete già la risposta, se avete letto l'introduzione di questo Out of Control.

Più o meno ritroviamo sullo stesso piano anche il poco fortunato Digital Faulty, che in ogni suo pezzo non si smentisce mai confutando come anche loro siano più propensi per un formato piuttosto che per un altro. 

Durante la Gamescom 2015 il DF ovviamente ha ripuntato il dito contro Halo 5: Guardians, sorvolando sul fatto che i 343 Industries avesse finalmente sistemato il problema del frame rate, ora ancorato ai 60fps (come se si trattasse di una cosa di poco conto, quando invece venne messa alla gogna la build dell'E3 proprio perchè "scattosa"), ma ancora con più dubbi che certezze su risoluzione finale e alcuni asset apparsi sottotono e che, a detta loro, orami è poco il tempo per apportare significative migliorie.


Ma fanno oercchie da mercante e a poco servono le continue conferme da parte degli sviluppatori che dicono insistemente come le build tanto dell'E3 quanto della Gamescom fossero vecchie di mesi e che c'era ancora molto lavoro da fare per la parte delle rifiniture, nonostante le demo più recenti presentassero già notevoli miglioramenti.

Inoltre Halo 5: Guardians beneficerà del cloud computing durante le sessioni cooperative, ma in pochi ne hanno parlato.

Sono andati quindi sul sicuro perchè già consci del fatto che Halo 5: Guardians, tra direct feed e demo fosse ancora in forma acerba e non definitiva.

Stranamente, riagganciandomi al tema del cloud computing, manca un qualsivoglia articolo su Crackdown 3, prova concreta che tale tecnica è realtà, almeno su Xbox One. Nessuna analisi, nessun approfondimento, nessun commento in merito, forse per la troppa paura di sfatare il mito di molti che il cloud computing non sia fattibile anche per via delle ingenti richieste di banda (dai 2 ai 4Mbit massimo...).

Così come manca anche una analisi, anche veloce, sul mastodontico Quantum Break, che Remedy ha recentemente confermato (al SIGGRAPH 2015) girare a 1080p e utilizzando alcune tra le più pesanti e innovative tecniche di rendering e che, da solo, fa impallidire Uncharted 4 (preso come pietra miliare proprio dal DF).

Ecco un breve assaggio su quello che sarà Quantum Break, in pillole:

 
Output finale a 1080p e gestione dinamica della luce a 720p (valore altissimo, considerando che tale asset gira usualmente a 512x256 o, più generalmente a 540p).

Ma guardate in questi slide le tecniche adottate per il gioco targato Remedy, c'è da rimanere basiti! (cliccate sulle immagini per ingrandirle):













A ciò si aggiunge anche l'engine noto come il Digital Molecular Matter la cui fisica agisce su ogni singolo elemento del gioco regalando maggior realismo nella distruttività di oggetti ed elementi dello scenario.

Troppa roba per la console vista ancora dai più come quella meno performante, ed è giusto che non se ne parli per non far cambiare pensiero alle persone, ancora convinte dei 1080p possibili solo su PS4.

Ecco il punto, come più volte trattato dal sottoscritto, dei 1080p, ma a che costo? Il caso più emblematico riguarda The Witcher 3 che su PS4 fatica a raggiungere fluidità costante di 30fps anche dopo 8 patch, cosa che invece avviene senza troppi problemi su Xbox One, nonostante giri a 900p a buffer dinamico fino ai 1080p in alcuni casi. Ma non è questo il punto.

Il punto è che quando i giochi girano meglio su Xbox One il mitico DF fa finta di nulla, omette preziosi particolari e mette sullo stesso piano le due versioni del gioco "X": ultimo esempio è Zombi, che su PS4 mostra un frame rate più ballerino rispetto alla controparte Xbox One.

Addirittura il DF rimane "sorpreso" di tale risultato (forse perchè, erroneamente continuano a vedere come la massa ignorante la console di Microsoft come quella più debole):


Ma il verdetto non lascia spazio a dubbi e nonostante la versione migliore risulti quella per Xbox One il DF chiude gli occhi e mette alla pari la versione di Zombi per le due console (che entrambi girano a 1080p/30fps).

Ancora una volta non si vuole porre davanti alla PS4 la povera e bistrattata Xbox One, non sia mai che il fanboy di turno ne possa risentire:

Che poi il gioco non sia così pesante e perfomante siamo tutti d'accordo, ma da qui a nascondere certe cose così evidenti fa venire molti dubbi sulla veridicità di certe analisi e la poca oggettività con cui vengono condotte, anche perchè quando un titolo ancor meno pesante come PES 2016 si sa' girare a 1360x1080p su Xbox One e non in Full HD, ecco che è l'hardware il problema della console!

A questo si aggiunge Metal Gear Solid 5: The Phantom Pain a 900p e la frittata è fatta, ma non ci si domanda se il problema magari è altrove, magari nell'engine utilizzato o nella poca volontà dei dev nell'ottimizzare il codice... a parti inverse non sarebbe la stessa pantomima, statene sicuri. Fox Engine che si è dimostrato di non essere all'altezza su Xbox One già con i precedenti PES 2015 e Ground Zeroes.

Poco importa se Rise of the Tomb Raider viaggia già a 1080p così come Forza Motorsport 6 e molti altri titoli futuri (Doom, Fallout 4, Transformers: Devastation ecc.). Siamo alle solite dunque, così come siamo alle solite quando i remake/reamster invadono Xbox One.

Il caso della settimana è di Gears of War: Ultimate Edition, dove per alcuni non sarebbe tutto questo gran lavoro per motivi più o meno vani. Ancora una volta Multiplayer.it si riesce a distinguere dalla massa (così come Gamespot e per Giantbomb) che valuta il remake del primo Gears come non valido, o meglio, non all'altezza del titolo originale.

Si parla di poca ottimizzazione grafica, con modelli poligonali rimasti invariati (cosa che va contro alle dichiarazioni di The Coalition) e cali di frame rate vari. No, i cali sono impercettibili, non compormettono il gameplay e sono davvero sporadici, mentre tutti gli asset del gioco, sebbene ripresi dall'originale, sono stati completamente ritoccati e modernizzati, anche nelle cut-scenes. 

Il gioco, in altre parole, è stato ricostruito dalle sue fondamenta, trattandosi di un remake e non di un semplice remaster. Tecnicamente infatti, Gears UE è ineccepibile e dimostra come debba essere realizzato un remake, non solo aumentando frame e risoluzione, ma aggiornando tutto il motore grafico, le texture, le animazioni, i controlli, i giochi di luce e via discorrendo.

Ma guardate qui come vengono trattate le recensioni di remaster/remake per Xbox One e PS4:



Un peso per due misure? Gears of War presenta migliorie su più fronti, tra cui anche il multiplayer online basato su server dedicati, ma qualcuno non ha potuto testarlo e quindi ha omesso tale particolare focalizzandosi su cose inesistenti. 

Come fa poi un remake ad essere così tanto peggiore dell'originale? Questo è quasi un caso unico, perchè guardando le varie remaster apparse su PS4 il trattamento è stato molto, ma molto diverso e, nel peggiore dei casi, più ammorbidito (God of War 3 Remaster e aspettando la Uncharted Trilogy, già vedo per quest'ultima vagonate di 10 nonostante manchi del tutto la componente online e si tratti di un semplice remaster, sorte che non toccò invece alla Halo: The Master Chief Collection...).

AGGIORNAMENTO: il Digital Faulty ha diffuso il vide sul frame taest del gioco sia per quanto concerne il single player che l'online e NON si verificano i frequenti cali di fluidità come descritti nella recensione di Multiplayer.it. I cali non sono MAI vistosi e si parla di massimo uno o due frame, e sono eventi più unici che rari. Sbugiardati per l'ennesima volta, mi chiedo se il redattore abbia realmente provato il gioco o non abbia messo per sbaglio il Gears of War retrocompatibile su Xbox One. Tuttavia, parlando direttamente con il redattore, mi è stato riferito che i cali, pochi comunque, sono presenti solamente nelle scene più caotiche (l'arrivo del Brumak o del Berserker), non compromettono il gameplay ma avrebbe preferito non constatare questi alti e bassi in un remake che avrebbe dovuto gestire meglio queste situazioni.


AGGIORNAMENTO 2: E' giunta l'analisi approfondita del Digital Faulty (che quando analizza il gioco senza comparazione tra formati diversi è anche attendibile, visto che non deve schierarsi a tutti i costi) e dai test emerge che Gears of War: Ultimate Edition è un remake solidissimo, vero che qualche calo c'è ma sono eccezioni che non ne pregiudicano la giocabilità e passano pressoché inosservati. Il DF esalta il lavoro di The Coalition che ha ridisegnato da zero tutti gli asset in-game, dai filtri più semplici alle strutture più complesse.




E non si dice il vero quando, tra i commenti, si asserisce che Gears of War sia rimasto lo stesso:



The Coalition, sviluppatori del gioco, hanno riferito in più di una intervista di aver messo mano a tutti gli asset, rimasti sì quelli originali (nulla di nuovo) ma profondamente ritoccati e migliorati:

Si parla di remake, non di remaster, si parla di aver ricostruito gli asset originali da capo, per ogni settore incluso l'audio.
E ci sono anche video che testimoniano la bontà del lavoro svolto da The Coalition per questo ritorno su Xbox One del primo Gears:

 

Nota di (de)merito anche per il portale Videogiochi.com che mette tra i "Contro" i 60 fotogrammi al secondo del reparto multiplayer online della Ultimate Edition. Il motivo? Lo conoscono solo loro, sono imbarazzanti come il resto della critica italiana e non. Come si fa a dare credibilità a certe realtà?


Sono convinto che se i media avessero capovolto la situazione, puntando il dito su PS4 per via delle sue poche esclusive al lancio, l'inconsistenza dei 1080p a discapito di frame rate, texture meno definite e assenza di filtri, un peggior servizio online, le tante promesse non mantenute da parte di Sony, in termini di vendite le cose sarebbero andate diversamente, e di molto anche.

E Sony ringrazia.

X-Rays

mercoledì 19 agosto 2015

Out of Control: Xbox è morta? Evviva Xbox! La Microsoft dalle due facce e il dubbio amletico sull'importanza delle esclusive



L'E3 2015 e la più recente Gamescom 2015 verranno ricordate per molto tempo dai fa Xbox, principalmente per due indiscutibili valori: l'enorme quantità di IP in arrivo su Xbox One e, purtroppo, la ancora poco chiara posizione di Microsoft riguardo la sua ultima creatura.

Mi spiego meglio: durante i due eventi la casa di Redmond ha sbalordito tutti (non i media, e questo lo vedremo più avanti) mostrando le reali capacità della console, grazie a titoli del calibro di Forza Motorsport 6, Quantum Break, Scalebound e Crackdown 3 (quest'ultimo grazie al cloud computing), dall'altra sta invece compiendo un autentico harakiri quando si parla di "Esclusive".

Ormai è ben chiaro a tutti che Microsoft voglia creare un unico ecosistema basato su Windows 10 che associa in un sistema operativo affidabile e scalabile più dispositivi, tra cui PC, tablet Surface, smartphone e, ovviamente, Xbox One.

All'inizio di questo processo, con i tanto sbandierati "cross-play" e "cross-buy", si è preferito "sondare" il terreno annunciando i porting da Xbox One a PC di alcune esclusive minori, ossia produzioni di basso-medio budget che non hanno riscontrato molto successo su console, e sto parlando di D4, Killer Instinct, Ryse: Son of Rome e Dead Rising 3. Discorso diverso per Ori and the Blind Forest, mai annunciato come esclusiva Xbox e per la vagonata di free to play in arrivo come Fable Legends, SMITE, Sea of Thieves che, come ben saprete, per funzionare si devono per forza basare su un buon quantitativo di giocatori online essendo questi proprio titoli pensati per l'"always online". 


E non hanno sconvolto più di tanto anche gli annunci delle trasposizioni di Gears of War: Ultimate Edition su PC (ricordiamo che il primo Gears apparve anche su PC, tra l'altro con un DLC inedito ed esclusivo) e lo stesso Halo Wars 2 (stesso discorso di cui sopra).

Dai tempi della prima Xbox e di Xbox 360 abbiamo assistito ai porting su ambiente Windows dei primi due Halo, di Alan Wake e altri giochi apparsi prima su console.

Fin qui, dunque, ancora tutto sotto controllo, soprattutto quando alla Gamescom 2015 si aveva il timore che Microsoft annunciasse una nuova "emorragia" di titoli esclusivi Xbox One su PC, vale a dire Sunset Overdrive e la collection di Halo, cosa che non si è verificata.

Quello che si è verificato, invece, durante la più vecchia E3 di quest'anno è stato vedere tre titoli spacciati come "Xbox One Exclusive" essere annunciati, dopo poco anche su PC. E sono Gears of War: UE (e non è una sorpresa, leggere sopra), Sea of Thieves (idem del precedente) e ReCore (questa è la vera sorpresa, se verrà confermata) svelato proprio durante la conferenza losangeliana.

AGGIORNAMENTO: Armature Studio, sviluppatore dietro al titolo tripla "A" ReCore ha aggiornato la pagina eliminando il riferimento al PC e mantenendo unicamente come piattaforma di riferimento Xbox One. A quanto pare si è trattato di un errore di trascrizione. ReCore è e rimane una esclusiva Xbox One, almeno per adesso, in mancanza di comunicati ufficiali.


Gli utenti e i videogiocatori chiudono un occhio sul remake di Gears, chiudono un occhio su Sea of Thieves vista la sua natura di MMO, chiudono un occhio su Halo Wars 2 ma rimangono esterefatti quando vedono una nuova IP sbandierata come esclusiva Xbox One in arrivo anche su PC, almeno secondo le ultime voci ma che troverebbero conferma secondo la "nuova filosofia" intrapresa da Microsoft, più precisamente dai due boss Phil Spencer e Kudo Tsunoda.

Il pensiero del "giocare in ogni dove coi titoli Xbox, dove si vuole, quando si vuole, senza limiti, su più dispositivi" si sta palesando e l'arrivo di ReCore su PC non fa altro che consolidare questa nuova strada del marchio Xbox.

Non a caso su Windows 10 c'è proprio l'applicazione ufficiale Xbox che tenta di avvicinare i due sistemi, mettendoli sullo stesso piano e, di converso, su Xbox One a novembre arriverà il nuovo sistema operativo di Microsoft per la console.

Cosa sta accadendo quindi? Le "paure" di molti fan Xbox si stanno palesando, con molte future IP per Xbox arrivare, prima o poi, anche in ambiente "personal computer".

Phil Spencer "ha salvato" i titoli di prossima uscita, quindi pensati e sviluppati con in mente un solo sistema, vedi Crackdown 3, Quantum Break e Scalebound, lasciando però una finestra aperta su possibili porting, rimanendo però piuttosto criptico sul futuro delle IP Xbox, come a dire che tutti i nuovi giochi saranno presentati nel doppio standard Xbox e PC Windows.


Non lo dice apertamente, ma il solito discorso sull'unificazione dei sistemi, di un ambiente unico per lo sviluppo e la distribuzione lascia intendere proprio questo, quantomeno per le IP nuove e non seguiti di brand affermati su Xbox, come possono essere ad esempio Halo e Forza Motorsport.

Presupponiamo quindi che tutte le nuove e future esclusive non saranno più tali su Xbox, con l'annuncio nel doppio formato, cosa potrebbe accadere?

Quale sarà il futuro di Xbox One? Già in passato ho trattato questo tema, dicendo di essere favorevole ad una sinergia tra PC e Xbox, almeno in parte. Il trattamento che riceveranno i gamer su PC, quella di godersi esclusive Xbox, dovrà essere identica ai gamer su Xbox, ricevendo invero storiche ed esclusive IP ad appannaggio un tempo dei computer domestici. Inoltre bisognerà fare chiarezza, quanto prima, su alcune scottanti tematiche, come ad esempio l'abbonamento Live Gold (indispensabile su Xbox per poter giocare online e usufruire di sconti e bonus nel marketplace), il prezzo più alto dei titoli su console rispetto a quelli per PC e se l'intero ecosistema sarà effettivamente basato su "cross-play" e "cross-buy" nella sua interezza e se sarà valido solo per i titoli sviluppati dai first party.

Potrò acquistare ReCore per PC e giocarci poi su Xbox One senza spenderne un ulteriore euro? Dovrò pagare ancora un abbonamento sulla mia console per poter usufruire del multiplayer online?  I giochi costeranno uguali sulle due piattaforme o ci saranno differenze? (Tenete a mente che su PC non vengono richieste royalties ai publisher e agli asviluppatori, per questo motivo senza questa "tassa" il prezzo dei titoli mutliformato è di solito più basso su PC).

Come valutare poi l'impatto di Steam, la piattaforma di Valve digitale, che ha su PC e che, molto presumibilmente, non sarà mai presente su One? 



Potete constatare che ci sono ancora molti punti pochi chiari, così come è poco chiara la politica attuale del colosso di Redmond che prima annuncia esclusive Xbox One e poi le dichiara dopo in arrivo anche su PC.

Cosa sta a significare, oggi come oggi, la dicitura Xbox One Exclusive quindi? Quando lo leggeremo in futuro significa che quel determinato titolo sarà presente unicamente su Xbox One o sarà pubblicato anche su PC?

Perchè non fare sin da subito chiarezza e dire le cose come stanno, abolendo la terminologia Xbox One Exclusive e apporre un più generico Xbox and Windows 10 Exclusive?

Basterebbe davvero poco per porre fine a questo teatrino, spauracchio dei fan Xbox che si vedono, giorno dopo giorno, sbaturare la line-up della One con sempre più annunci "crossplatform" tra i due dispositivi.

Bisogna però fare una precisazione: la produzione di titoli AAA è arrivata a costi esorbitanti, al pari dei kolossal cinematografici e il più piccolo errore può costare caro tanto al publisher quanto allo sviluppatore, come ho scritto in un Out of Control di qualche settimana fa. Non sarebbe un male quindi il passaggio di esclusive tra Xbox a PC e tra PC ed Xbox, basta che non vi sia un trattamento di giocatori di serie A e quelli di serie B.


Inoltre il sistema unificato permetterebbe di produrre più giochi per il duo Xbox-PC, più esclusive in senso più ampio del termine (vale a dire esclusive Microsoft e non più Xbox/PC) dato che il bacino d'utenza sarebbe maggiore, con minori rischi e la possibilità di incrementarne i guadagni. Come ogni cosa che si rispetti, vi sono lati positivi e lati negativi, perchè dall'altro canto, con questa nuova impostazione di Redmond, si svilirebbe la figura della "console", ossia di Xbox, vista più come un servizio che come un prodotto a se stante.

L'importante è essere chiari sin dall'inizio, perchè le persone acquistano le console per le loro esclusive essenzialmente, e abbracciare la nuova filosofia di Microsoft significa snaturare il concetto stesso di console, di Xbox. Parlare senza giri di parole farebbe soltanto del bene a Microsoft, lasciare all'utente finale la possibilità di scegliere se acquistare un PC o una Xbox, non più per le esclusive, che saranno sempre meno e sempre meno rilevanti, ma per costi, praticità, comodità, servizi annessi.

Non era importante per Spencer dare quante più possibilità di scelta al giocatore? Ecco, bisognerebbe partire proprio da qui e dichiarare apertamente la morte delle esclusive su console, almeno su Xbox e l'abolizione delle barriere tra i videogiocatori PC e quelli Xbox. Sarà la strada giusta da seguire? Purtroppo solo il tempo ce lo dirà...

Xbox è morta, viva Xbox!!!

X-Rays