Traduci gli articoli

lunedì 13 luglio 2015

Out of Control: Windows 10 e l'unificazione dei formati, Xbox One tra esclusive perse e guadagnate


Durante l'E3 2015 c'è stato il segnale evidente di come, grazie all'arrivo di Windows 10, ci sarà sempre una maggiore integrazione tra formati "made in Microsoft". Il concetto è molto semplice: rendere disponibili i giochi sullo "stessa piattaforma" (leggi: Windows 10) sia esso un PC, una Xbox o un performante Surface Pro/Lumia. Con gli annunci di Gears of War: Ultimate Edition, Sea of Thieves e Killer Instinct tanto per Xbox One quanto per PC, con gli ultimi due che integreranno anche il cosiddetto "crossplay", sarà possibile sfidare e cooperare con gli utenti di opposti formati, ma uniti in un unico "network" (leggi: Xbox Live).

Possiamo dire addio quindi alla vecchia concezione di videogioco "statico", disponibile unicamente su una sola piattaforma? E' ancora presto per dirlo ma Microsoft, intuile negarlo, sta spingendo in questo senso poichè, proprio con Windows 10 che unificherà sia lo sviluppo che le piattaforme, la casa di Redmond vuole unificare i suoi hardware. Non dimentichiamoci infatti che sia Xbox che i PC Windows sono sotto la stessa "bandiera", ergo vanno intesi come stesso strumento di videogioco. 

Non una novità in questo campo, con Sony che attraverso il servizio streaming PlayStation Now permette già ai possessori di Smart TV Samsung (almeno in Nord America) di accedere al catalogo di PlayStation 3 senza possedere la console. Anche in questo caso si cerca di offrire l'esperienza PlayStation anche a chi non ha o non vuole un oggetto come una console in casa. 

 
Lo stesso sta facendo Nintendo che porterà sul mercato mobile alcune delle sue storiche icone (Mario, Donkey Kong ecc.), grazie all'accordo con DeNa West. 

Xbox, Nintendo e PlayStation vanno visti sempre più "servizi", brand che possono arrivare anche al di fuori del mercato console come oggi lo conosciamo, e questo non va visto necessariamente come un male. Mi direte che una piattaforma senza esclusive non ha motivo di esistere, ma anche una piattaforma senza una importante base installata non ha motivo di esistere (vedere i casi Dreamcast o, più recentemente, Wii U praticamente dimenticato dalle terze parti).

Il mercato detta le regole, su questo c'è poco da fare, e i videogiochi sono merce di scambio: se un prodotto non vende si cerca di portarlo su più dispositivi, magari per cercare di ripagarsi delle spese sostenute. Quanti marchi sono morti perchè non hanno centrato il loro obiettivo? Quante produzioni, anche costose, non hanno fatto breccia tra i giocatori? Ormai produrre un videogioco di un certo livello comporta rischi enormi, soprattutto se facciamo riferimento a nuove IP: potrebbero essere il "craque del mercato" come potrebbero essere colossali flop: prendiamo ad esempio The Order: 1886, l'esclusiva per PS4 che non ha raggiunto il target di vendite e costretto i Ready at Dawn a cambiare le prospettive per il futuro, annunciando un reasset societeario che porterà la software house a produrre i futuri giochi anche su altri formati (leggi: Xbox e PC) o la stessa SoE (Sony Online Entertainment) che solo con PC e PlayStation non riusceva a tenersi a galla vendendo il tutto a Columbus Nova che ha deciso di portare tutte le sue IP anche su Xbox. Espansione del mercato, un prodotto che diventa accessibile a tutti.


Anche su Xbox abbiamo molti esempi da fare, come Killer Instinct che, sebbene free to play, non ha sfondato per numeri, o Ryse: Son of Rome arrivato anche su PC (su One è stato un flop commerciale, inutile negarlo, e i costi sono stati elevatissimi tanto da mettere in ginocchio Cryek, sviluppatore del gioco). Ma anche titoli come D4 o l'ottimo Sunset Overdrive, sebbene acclamati dalla critica, non sono riusciti ad imporsi nelle vendite: cosa fare quindi? Semplice, portare i giochi che hanno fallito su un formato su di un'altra piattaforma, aumentando il bacino d'utenza e sperando di piazzare qualche copia extra.

D4 è infatti stato portato anche su PC, ma cosa sarà di Sunset Overdrive? Potrebbe toccargli la stessa sorte, perchè un gioco che non vende non ha motivo di esistere, ma se è possibile salvarne il brand, perchè non tentare? Torniamo al discorso di cui sopra: le esclusive trainano le vendite di una console. Discorso assolutamente vero, basti pensare alla serie Forza e Halo su Xbox, che da soli valgono l'acquisto di una One. Ma facciamo anche il ragionamento inverso: cosa accade quando un titolo che dovrebbe rappresentare una "killer application" si rivela un flop? Ci si rimettono soldi, tantissimi soldi e non si fa di certo una bella figura, anche se ci ritroviamo davanti ad un capolavoro assoluto (e tenete a mente che anche con Alan Wake non siamo andati lontani dal fallimento commerciale...).

Quindi, in poche parole, una esclusiva rimane tale quando vende, quando si impone, quando macina milioni di copie su di un singolo formato. Di converso, se analizziamo il settore PC, i grandi franchise Xbox hanno fallito, come i primi due Halo e il primo Gears of War che, nonostante i contenuti aggiuntivi extra, non ha lasciato il segno nelle vendite. Ecco perchè titolo come Halo 5: Guardians e Gears 4 non vedranno mai la luce su PC, ed ecco perchè Xbox One godrà comunque di tutta una serie di esclusive che mai verranno portate sul "fratello maggiore".

Ma se il rischio per Sony e Nintendo è maggiore, quando parliamo di AAA games esclusivi, per Microsoft il discorso è leggermente diverso: investire risorse in nuovi progetti abbracciando il bacino di clienti più vasto (PC più Xbox) per monetizzare al massimo: ed ecco quindi che Sea of Thieves ha il doppio formato e, trattandosi di un open world online, senza i giocatori sarebbe un mondo morto. Un nuovo progetto, ambizioso, che vuole portare tutte le sue novità su vasta scala, rischiando il minimo e consentendo allo stesso tempo la sua vitalità: più giocatori, interconnessi con loro, più possibilità che il progetto possa essere portato avanti, con supporto verso la community, con il supporto di nuovi contenuti. Stesso discorso Fable Legends, anch'esso nel doppio formato Xbox One più PC.


Xbox One perde dunque le esclusive? In un certo senso sì, ma le perderebbe a prescindere, basti pensare a Ryse: Son of Rome con il secondo capitolo cancellato "perché ha venduto effettivamente poco", o i nuovi capitoli di Dark Dreams Don't Die (D4), che se mai ci saranno, arriveranno grazie al recente porting su PC che sta riscontrando i favori del pubblico più che su One in precedenza. Questa cosa va letta quindi in modo diverso, ossia è una possibilità in più di vedere i tanto amati videogiochi "anche" sul proprio sistema e non più "soltanto" su uno solo. Gli esempi di cui sopra sono più che esaustivi e Ryse 2 non lo si vedrà mai nè su One nè su PC. Più che l'esclusiva del primo capitolo si è persa l'esclusiva "in toto", di possibili sequel perché un conto è uscire allo stesso tempo su più formati, un conto è uscirne a distanza di mesi o anni. L'ago della bilancia si sposta facilmente.

Perchè dunque pregiudicarsi il contunuum di una IP rendendola "unica per quel determinato sistema" quando si hanno più speranze di successo portandola su più sistemi (ma sempre sotto la stessa bandiera, sia ben chiaro!) e quindi di vederne nuove interazioni?

Questo va visto come un male? Assolutamente no e come ogni cosa che si rispetti ha i suoi pro e i suoi contro. 

C'è poco da discutere su questo punto: quando una IP vecchia o nuova che sia non vende viene lasciata nel dimenticatoio (prendete anche Shenmue 3, mai concretizzato prima di oggi perchè il secondo fu un colossale craque in negativo, e il terzo è visto ancora come un potenziale rischio tanto che il progetto non è finanziato direttamente da nessuno, in primis Sony che tanto lo reclama, ma solo dai fan nostalgici attraverso Kickstarter....). Il vil denaro, duole dirlo, vince sempre su tutto e, mai come adesso, un fallimento anche di un solo brand potrebbe portare al collasso una software intera o subire parecchi tagli per la sussistenza (vedere anche Evolution Studios con Driveclub).


Microsoft con l'avvento di Windows 10 e delle DirectX 12 ridurrà sensibilmente costi e rischi d'esposizione. In che modo? Innanzitutto con le DX12 che saranno "universali" e "scalabili" non ci sarà più bisogno da parte delle software house, soprattutto esterne, di scervellarsi su più API, inoltre i vari porting sarebbero agevolati dallo stesso codice e, non meno importante, l'integrazione del crossplay senza stravolgimenti del net-code. Questo significa, in soldoni, meno ore di lavoro e abbattimento dei costi: un codice unico in grado di girare autonomamente su più dispositivi, con poche modifiche al sorgente. Inutile sottolineare il fatto che il più grande beneficiario di questo ecosistema unificato sia proprio Microsoft, con Xbox e PC, e chi intenderà sviluppare per questi formati: meno investimenti, meno risorse, più velocità nello sviluppo e raggiungimento di un bacino enorme di utenti.

Anche lo store sarà unificato, così da avere sotto controllo tutti i vari giochi compatibili con i dispositivi certificati Windows 10. Un aspetto importante per le stesse software house che non dovranno più richiedere verifiche a Microsoft e le fasi di certificazione saranno più snelle e celeri: un conto è chiedere tre accettazioni dello stesso gioco ma per tre formati diversi, supponiamo, un conto è chiederne soltanto una sempre per i tre formarti diversi. In questo ruolo "peserà" positivamente sia Xbox Live che il programma ID@XBOX, inserito anche nelle fila PC e che supporterà lo sviluppo degli indie proprio come oggi avviene su Xbox One. In altre parole giochi che arriveranno prima sullo store, patch pressochè istantanee e zero costi per lo sviluppatore.

Ma torniamo un attimo al discorso delle esclusive: Microsoft è ben conscia del fatto che portare un Forza Motorsport 6 o un Halo 5: Guardians su PC rischierebbe di annullare la fiducia dei fan Xbox, con il classico pensiero "che senso ha possedere One se Halo 5 lo posso giocare anche su PC?".


Un messaggio chiaro, che alla divisione Xbox conoscono bene, soprattutto Phil Spencer, ed è per questo motivo che "l'animo di Xbox" verrà lasciato intatto con determinate esclusive che non si affacceranno mai su PC, giusto per tenere una certa distinzione tra i due mondi PC e console, così vicini ma così diversi.

Il porting di IP "prima esclusive Xbox" su PC sarà effettuato unicamente nel caso in cui non si raggiunga il traguardo di vendite (e sappaimo tutti che tanto la serie Forza quanto Gears e Halo difficilmente steccheranno su One, lo dicono i dati di vendita di tutti i precedenti episodi), proprio come sta avvenendo già adesso e per le nuove produzioni che portano nuovi nomi, vedi appunto Sea of Thieves, Gigantic, Fable Legends e compagnnia bella. 

Si tratta per lo più, come ho già scritto in vecchi articoli, di progetti inediti, free to play di belle speranze che possono lasciare un margine di rischio basso, evitando nel caso di flop ripercussioni serie a livello finanziario. Sono tutte creazioni basate sull'online, MMOG e MOBA che necessitano per antonomasia di avere il più alto numero possibile di videogiocatori: questo decreta il successo o la morte di una IP "solo online".


E non è un caso che triple A come il neoannunciato ReCore, Quantum Break, Crackdown, Forza Motorsport 6, Scalebound siano esclsuive uniche per Xbox One. Sono tutte grosse produzioni pensate ad hoc per "differenziare" l'offerta console da quella PC, lasciando quindi un segno distintivo su Xbox One. Perchè comunque questo serve per far vendere la console, anche su questo caso c'è poco da dibattere. Ma, allo stesso tempo, servono produzioni di richiamo, giochi che possano muovere milioni di introite, milioni di pezzi, milioni di console e non progetti multimilionari che arrancano a raggiungere il milione di copie. Microsoft conosce molto bene l'ambiente, state tranquilli, conosce cosa portare su PC (e vice versa) e cosa non portare, cosa rendere crossplay e crossbuy e cosa mantenere invece "esclusivo".

L'elenco dei giochi arrivati o in arrivo su PC da Xbox One riguarda nella maggior parte dei casi proprio giochi "minori" e free to play, contiamoli assieme: Killer Instinct, D4, Fable Legends, Sea of Thieves, Gears of War Ultimate Edition (da ricordare che il primo capitolo arrivò comunque anche su PC), Ori and the Blind Forest, svariati indie e i già citati Ryse: Son of Rome e Dead Rising 3 che non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati su One.

Si vocifera ultimamente che alla Gamescom 2015 verranno annunciati altri due porting, ossia la Halo Collection e Sunset Overdrive. Più facile che possa arrivare il secondo che il primo, ma allo stato attuale non ho informazioni per darvi certezze e, a prescindere, non credo che i il rumor sia veritiero, quantomeno per la collection di Halo (sono più propenso a vedere Sunset su PC, per il problema delle scarse vendite su One...).


Come Microsoft dunque, anche la sua utenza deve imparare a vedere e convivere con questa nuova visione dei formati unificati: i PC Windows e Xbox sono comunque prodotti di Microsoft che la stessa azienda deve promuovere, vendere. Devono essere intesi, soprattutto con l'arrivo di Windows 10, come uno stesso formato sebbene differenziato in alcuni aspetti. Uno di questi è il prezzo: Xbox One ad oggi è un hardware competitivo che costa poco per l'acquirente che può godere, per 400 euro, di un sistema dinamico, che unisce multimedialità e servizi, giochi che girano in modo ottimale sulla console che, a parità di prezzo, permette all'utente di godere di un Batman: Arkham Knight o di un The Witcher 3 senza particolari compromessi, giochi che sul versante PC richiedono invece setup molto più costosi di 400 euri per girare "decentemente". Poi la particità di una console rimane unica, ed è per questo motivo che la maggior parte dei giocatori acquista in primis una console piuttosto che un potentissimo PC: costi e praticità.

Cambiano i tempi, cambiano le strade da seguire in un mondo sempre più interconnesso, sempre più digitale, sempre più unificato. Ma alcune cose non cambieranno mai...

Le parole di Phil Spencer non lasciano spazio a dubbi:

"Gli studi che si occupano di giochi in Microsoft sono tra le priorità per il nostro futuro. È stato fantastico avere il plauso del CEO per il nostro lavoro. Ora sentiamo ancora più responsabilità e dedizione al progetto, dobbiamo esserne all'altezza", si legge  nell’ultimissima intervista a Spencer.  

"Ad essere sinceri è una novità. La visione originale di Xbox era di creare una console per giocare che potesse anche trasmettere altre forme d'intrattenimento, come la televisione. Rimangono comunque ottime funzioni multimediali nel prodotto e continueremo a lavorarci".

“Vendiamo più Xbox One di quante 360 abbiamo venduto nel primo anno. Sembra che il segmento di mercato sia attivo, credo che la community di sviluppatori si stia allargando e che in molti vogliano portare i loro giochi sulla nostra piattaforma, perché stai guardando a centinaia di milioni di potenziali clienti, se non addirittura un miliardo di persone che utilizzano il nostro sistema operativo, le Direct X e Xbox Live".


"Stiamo cercando di creare un set di strumenti in comune che gli sviluppatori possano usare per tutti gli schermi. Vediamo ora i benefici su Xbox One: se sviluppi per Windows perché non farlo anche su console? Si tratta quasi solo di attivare un'opzione. Alla fine l'importante è avere ottimi contenuti e ottimi giochi, io la vedo così".

"Penso che l'opportunità di raggiungere i tuoi clienti ovunque siano sia l'essenza dei videogiochi oggi, e sicuramente sia il futuro. Gli sviluppatori sono diventati bravissimi a mantenere alto l'interesse dei giocatori e a monetizzarlo, l'opportunità di mantenere un rapporto attivo indipendentemente dalla piattaforma è importante ma bisogna pensare a cosa funziona su ognuna. L'opportunità è incredibile ma dobbiamo sviluppare giochi adatti allo schermo sul quale andranno a girare".

"Non è qualcosa che stiamo forzando, non diciamo che un gioco debba assolutamente supportare tutte le piattaforme, ma sono gli stessi sviluppatori che vedono l'opportunità quando gliela presentiamo. Perché non dovrebbero volere più giocatori per il loro titolo, da casa, dal lavoro, dal portatile o dal televisore? Voglio che l'esperienza col televisore sia unica e speciale, e puoi averla con Xbox One, ma voglio anche che si possa giocare dovunque".

"Non c'è una grandissima richiesta di giochi come Forza su PC. Abbiamo dimostrato che con lo streaming puoi giocare su ogni computer tu abbia a casa. Non voglio costruire cose solo per il gusto di farlo, dobbiamo lavorare nella direzione che gli utenti ci indicano".


"Abbiamo già portato Halo su PC in passato ma il segmento degli sparatutto è leggermente diverso tra PC e console se guardiamo per esempio ai modelli di business, e allora vogliamo creare l'esperienza giusta. Se riuscissimo a farlo (e non sto parlando dei prossimi sei mesi ma dei prossimi tre o quattro anni) allora vedremo sempre più sviluppatori al lavoro su titoli capaci di declinarsi su ogni tipo di piattaforma. Sarebbero solo opportunità in più per giocatori e sviluppatori".

“Penso che grazie allo streaming, molti giocatori potranno vedere Master Chief sul proprio PC, cercando appunto di giocare a quanti più generi e giochi possibili. Per quanto riguarda un porting, credo sia un sacrilegio non pensare che Microsoft debba lavorare attivamente per dare l’esperienza migliore di Halo su Xbox One”.

Un pensiero che condivido appieno e che traccia le linee guida del futuro di Xbox, a mio avviso ancor più lucente e radioso che mai. Tranquilli quindi, le forti esclusive di One rimaranno tali, il brand non verrà spolpato e distrutto, se fosse stata questa la volontà di Microsoft non ci sarebbero stati importanti investimenti, anche ingenti, sulle nuove IP esclusive e la totale riorganizzazione della divisione Xbox, l'introduzione della retrocompatibilità verso Xbox 360 (e non crediate che sia uscita fuori gratis la cosa...). Si perderà qualcosina, titoli che non si sono affermati, ma tutto a vantaggio proprio di quelle IP acclamate ma non supportate dai giocatori, e con l'arrivo di alcune di esse su PC (ma vale anche il discorso opposto, attenzione) potremo un giorno godere proprio di quel Ryse 2 o dei nuovi capitoli di D4 che al momento rimangono solo un sogno poco concreto dei videogamers Xbox....

Ora, alla luce di questi fatti, vi riespongo la domanda: "è davvero un male tutto ciò?"

X-Rays

5 commenti:

  1. Come sempre tutto quello che scrivi é soltanto un bene per noi e questi sono i fatti la cosa piu semplice nella vita é aprire bocca e dare fiato ciao f5 grazie

    RispondiElimina
  2. Grazie a tutti voi ragazzi, ma se qualcosa non vi torna, volete esporre una critica o un vostro pensiero diverso dal mio, questa è casa vostra, io posso riportare anche le vostre idee/consigli e quant'altro direttamente a Xbox (Italia) :)

    RispondiElimina
  3. Messa così è una cosa positiva. Far giocare un ipotetico gioco come ryse all'utenza pc, per fare in modo di avere un ryse 2 allora ben venga, meglio tutti che nessuno

    RispondiElimina