Traduci gli articoli

venerdì 4 marzo 2016

Out of Control: Microsoft e la teoria del tutto e del niente, quale futuro per Xbox?


Dopo un paio di mesi di inattività sul blog, vuoi per cause di forze maggiori vuoi per mancanza di tematiche e leak interessanti, ho deciso di fare un po' di chiarezza su quello che sta accadendo ad Xbox, Microsoft e Windows 10.

Come ho più volte sostenuto, le esclusive sono di vitale importanza per una console e ne possono decretare tanto il successo quanto il fallimento. Il mercato videoludico tuttavia è in una fase piuttosto critica: poche le idee, molti i proclami, tanta la confusione. Ogni azienda cerca di seguire il trend del momento, adagiandosi magari anche su quanto di buono fatto fin'ora, chi invece tenta un approccio diverso cercando di cambiare le carte in tavola.

Se da una parte abbiamo le major tutte intente a lanciarsi nel pericoloso mercato della Realtà Virtuale (Facebook con Oculus, HTC e Valve con ViVe, Sony con PlayStation VR e così via), ancora tutto da decifrare, Microsoft ha pensato bene di investire in modo leggermente diverso puntando su Hololens, ergo la Realtà Aumentata. Anche in questo caso non sappiamo ancora se il dispositivo sarà un flop o un successo commerciale, anche perchè la casa di Redmond punta a nuovi mercati "non mainstream", ossia mercati specializzati, non dediti all'intrattenimento quanto piuttosto alla ricerca e sviluppo (da qui parnetship importanti con NASA ecc.). Microsoft insomma, per quanto concerne la Realtà Virtuale/Aumentata ci vuole andare coi piedi di piombo, anche perchè non vuole ripetere i disastro di Kinect su Xbox One.

L'azienda fondata da Bill Gates invece, ha una visione globale ben delineata circa il segmento del gaming, sfruttando il neoarrivato Windows 10 come "ariete" di sfondamento. Cosa intendo? Windows 10 al centro del videogioco e del videogiocatore, una piattaforma snella, scalare, uniforme, che si adatta su PC, console, smartphone e tablet. In parole povere un ecosistema incentrato principalmente sul nuovo sistema operativo, fulcro di ogni cosa, con le ramificazione rivolte ai vari prodotti targati Microsoft.


Ritroviamo così una decentralizzazione di Xbox, che da sistema di gioco centrale diventa una "periferica" come qualunque altro dispositivo. La morte di Xbox come oggi la intendiamo, ma non una morte filosofica, platonica (le idee rimangono per sempre nell'Iperuranio...) bensì "fisica".

Microsoft non vuole creare guerre intestine nè farsi concorrenza da sola, vuole evitare di avere figli e figliastri in casa. Perchè devo prediligere un formato piuttosto che un altro, quando comunque sono prodotti derivanti dallo stesso brand? Questo si sarà chiesto Satya Nadella, il nuovo boss di Microsoft e questo si saranno domandati i vari "capoccia" delle divisioni gaming. Hanno aperto gli occhi e hanno visto che quel mercato che li ha lanciati, sì quello PC, è anche quel mercato che per anni hanno snobbato in favore della nuova (ai tempi) creatura DirectXbox, meglio conosciuta come Xbox, la console che per anni si è insediata nella corsa a due tra "Sony e Nintendo". Dopo il fallimento di Windows Vista e, in parte di Windows 8, senza scomodare il flop annunciato dei Games for Windows, i geniacci di Redmond hanno visto in Xbox la rinascita del mercato personal computer.

Con l'avvento di Windows 10 e le vendite poco entusiasmanti di Xbox One rispetto alla diretta rivale PS4, Microsoft ha stravolto i piani in corsa anticipando quelle che saranno le mosse venture: basta sistemi indipendenti, basta frammentazione del mercato, la parola d'ordine è omogeneità, ecosistema unico, più possibilità di scelta tenendo a mente però il concetto di continuità.

Ed ecco quello che non ti aspetti (o meglio, si chiudevano occhi e orecchie perchè tutti noi già sapevamo cosa stava accadendo, nostro malgrado): una piattaforma per tutti.


Il problema è che tutto ciò sarebbe dovuto accadere più avanti, e non ora, ma il gap con Sony, con Steam e con il mondo videoludico in generale hanno evidentemente portato un po' di alta marea in quel di Redmond. Inoltre, e non dobbiamo mai scordarlo, Xbox One non è nata sotto una stella fortunata: mala comunciazione, mosse poco azzeccate, dietrofront e cambi di posizioni maturati anche a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro hanno messo in ginocchio l'intera divisione gaming, coi media che hanno cavalcato l'onda emozionale dell'insicurezza di Microsoft (e della sua creatura multimediale) realizzando spesso e volentieri articoli confusionari e discretamente faziosi gettando ancor di più nel panico il povero fan Xbox.

Cosa ne è emerso? Quello che tutti noi oggi conosciamo, con Xbox One che arranca in ogni dove perchè ormai etichettata dai vari IGN, Gamespot, Edge, Kotaku e compagnia bella come una non console di una non meglio specificata natura, con PS4 che invece fa la parte del leone.

A poco sono serviti spettacolari conferenze (E3 su tutti) e una miriade di (ex)esclusive che, anno dopo anno, hanno impreziosito la line-up di One: ormai il destini era segnato e a poco sono serviti autentici capolavori come Forza Horizon 2, Sunset Overdrive, Ryse: Son of Rome, Titanfall, Ori and the Blind Forest, Halo 5: Guardians, Killer Instinct, Forza Motorsport 6 per cambiare le sorti di One: dall'altra parte Sony con la sua PS4, una politica di marketing aggressiva e una manciata di giochi appena sopra la sufficienza era ormai inarrestabile. Poche esclusive, tanti problemi (Driveclub e The Order 1886, ve li ricordate?), tante promesse, eppure PS4 grazie alla spinta dei media vendeva, e vende tantissimo anche oggi. Non che le esclusive di Xbox One siano andate male, anzi, ma non hanno avuto l'effetto traino tanto sperato.


Se le più importanti esclusive non hanno potuto nulla contro il muro di fango e le preferenze dei videogiocatori (e hanno infierito in questo senso anche i vari Digital Foundry con analisi farlocche e di parte, facendo uscire ad ogni articolo come netta supremazia tecnica la "mirabolante" PS4...), in Microsoft si sono dovuti fare comunque due conti: già i conti, ed è questo che muove un'azienda, soprattutto se una multinazionale che ha più rami di interesse. I conti non tornavano, gli investimenti fatti, anche per rimediare al pasticcio mediatico della presentazione di One, non hanno cambiato il trend e hanno suscitato più di una domanda nel quartier generale di Redmond: "così non si va da nessuna parte", si saranno domandati. Da qui, ricorderete, anche i rumor circa la vendita del marchio Xbox a chissà quale azienda, la chiusura dells tessa divisione per volontà divina e altre dicerie che abbiamo letto in giro. No, Xbox è fondamentale per il business di Microsoft, ma va visto nella sua interezza adesso e non più come un mercato di "nicchia" come quello delle console. Microsoft è principalmente una software house, e più utenti utilizzano i suoi software e più i ricavati vanno verso l'alto. E poi c'è appunto il PC... quel dispositivo (quasi) rinnegato proprio con l'avvento di Xbox.

Microsoft ha dalla sua anche alcuni dei più talentuosi team interni dediti ai videogiochi, cui svettano i Microsoft Studios. E perchè non allargare il discorso quindi ad un solo ecosistema? Detto fatto, volenti o nolenti, la nuova strategia di Redmond è proprio questa: raggiungere il più alto numero di videogiocatori, inq ualunque modo, sia esso con Xbox, sia esso con PC, tablet o smartphone che sia. "Noi buttiamo giù i muri" tuonava poche settimane fa Phil Spencer su Twitter, "la nostra strategia è quella di portare i nostri videogiochi ad un pubblico sempre più esteso", e Windows 10 ha fatto (e farà) la parte del Cavallo di Troia.

Tutte le esclusive per Xbox One saranno da oggi "esclusiva Xbox", ossia tutti titoli che arriveranno nel doppio formato Xbox One e Windows 10. Dannazione, il core di One adesso è proprio Windows 10! Possibile quindi preferire, da parte di Microsoft, un sistema piuttosto che un altro? No, non era più possibile e, per i motivi indicati sopra, un'accelerazione per rendere l'ecosistema unica realtà. Badate bene che i primi segni del cambiamento stavano avvenendo già dopo il primo anno di Xbox One, dopo gli annunci delle controparti PC di titoli come Ryse: Son of Rome (titolo che ha venduto pochissimo su console e che ha quasi decretato la fine di Crytek) e Dead Rising 3: era un modo, per Microsoft che ha investito soldi per la realizzazione di questi giochi, di rientrare degli investimenti fatti ed evitare (possibili) perdite. 

Giochi come Halo 5: Guardians o Forza Motorsport 6, andati benissimo al lancio superando il milione di copie vendute ad oggi, non sono però stati dei toccasana per l'hardware di One, che è stata dietro per l'ennesima volta a PS4: altro motivo che ha spinto Microsoft a portare altre esclusive lato Windows 10. Il resto è storia recente e, dagli ultimi leak, sono in arrivo anche ReCore, Scalebound e Gears of War nel doppio formato One-Win10, cui si aggiungono i prossimi capitoli della serie Forza, già confermati da Turn10.


E qui si aprono interessanti scenari, primo fra tutti l'unificazione di sistemi: i tanto agognati (e discussi) cross-play e cross-buy, ossia un acquisto singolo del videogioco per giocarlo su più dispositivi e, cosa più allettante, giocare online indifferentemente che il videogame giri su console o PC. Di tentativi in passato sono già stati fatti, proprio tra PC e Xbox 360, ma i risultati, anche per via di limitazioni del network Xbox Live di allora, non sono stati entusiasmanti (vi cito ad esempio il poco fortunato Shadowrun).

I tempi però cambiano, come dicevo in apertura, le tecnologie si migliorano e, forse, ora i tempi sono maturi per riproporre il sogno di ogni videogiocatore: non a caso Killer Instinct sarà tanto cross-play quanto cross-buy, stesso discorso per Fable Legends (entrambi di natura free to play, ma le espansioni acquistate saranno comunque disponibili per tutti e due i formati anche attraverso un solo acquisto), sicuramente Halo Wars 2 o i bonus pre-order di Quantum Break (lo preordinate su One e riceverete gratuitamente anche la chiave per l'edizione PC) che permetterà però anche il cross-save (salavatggio condiviso tra One e PC, così che un giocatore possa proseguire l'avventura di Remedy da un dispositivo ad un altro senza intoppi).

In sintesi: aspettiamoci che l'intero catalogo di Xbox One arrivi prima o poi su Windows 10 e, di converso, molte esclusive PC facciano la loro apparizione sulla console: ciò verrà agevolato da altre due caratteristiche intrinseche contenute in Win10 (e direttamente anche su One): app universali, API condivise (DirectX 12), tool di sviluppo unificati. Due mondi che convergono, una volta tanto lontani, adesso tanto vicini: PC che assomigliano sempre più alle console e console che assomigliano sempre più ai PC. E Microsoft ha tutte le cxarte in regola per dare linfa vitale ad un mercato ristagnante, e lo potrà fare proprio grazie alla nuova visione dell'ecosistema unico, che porta il nome di Windows 10.


Detto questo, quale sarà il futuro di Xbox? Come ogni buon cambiamento che si rispetti, vi sono sia lati positivi che negativi. Partiamo da quelli negativi, il terrore degli hardcore gamer e dei fanboy più sfegatati: la perdita di esclusive. Si avete letto bene. Xbox non avrà, nel lungo e breve termine, nessuna esclusiva di punta, perchè i vari Forza, Gears, Halo e compagnia bella, arriveranno bene o male su Win10. Da qui la domanda "e adesso cosa me ne faccio di One se posso avere tutto anche su PC?"

Domanda da un milione di dollari che trova nelle risposte più scontate una valida crocevia: praticità, immediatezza, si gioca a tutto e subito senza particolari problemi (configurazioni hardware, driver e software), si gioca avendo il gioco che sfrutta più o meno a dovere l'hardware (impossibile trovare su console, anche oggi, titoli ingiocabili), la console è possibile collegarla senza troppi sforzi dove si desidera, il costo di una console al pari di una configurazione similare o equivalante su PC costa nettamente meno.

E badate bene che chi vi dice "io col mio PC da 400 euro ho risultati anche migliori di One" dice una di quelle castronerie epocali: guardatevi le specifiche tecniche "minime" (che equivalgono al "il gioco si avvia, ma poi non sappiamo cosa accade...") e quelle "consigliate "che equivalgono al "il gioco si avvia, ma gira così-così") per rendervi conto che per giocare a 1080p e 30 frame per secondo a Gears of War: Ultimate, Forza Motorsport 6 APEX, Rise of the Tomb Raider, Fable Legends e Quantum Break servono più del triplo dei decantati 400 euro. Stessa configurazione grafica su One per poco meno di 400 euro invece.

La perdita di esclusive, punto dolente di questo passaggio al formato unico, porta con sè, paradossalmente, anche più giochi su Xbox One, come ha confermato anche Phil Spencer: è una mera questione di freddi numeri poichè un gioco che esce su più dispositivi Windows, più è probabile che le copie vendute siano elevate rispetto ad una esclusiva che esce per un solo formato. Moltiplicando le vendite, siano esse su One o PC, Microsoft può, grazie agli introiti, potenziare i team first party e, di converso, offrire alla propria utenza più giochi tripla A e produzioni minori. 

Potrebbero non verificarsi più casi come Ryse: Son of Rome, le cui scarse vendite non hanno fatto altro che accantonare il progetto del sequel (i lavori erano quasi iniziati, prima del tracollo di Crytek con Microsoft che aveva deciso di bloccare tutto), con la possibilità più concreta di far continuare le varie serie. Prendiamo anche Sunset Overdrive, altra IP esclusiva Xbox One che non ha purtroppo spiccato il volo: Microsoft aveva dato luce verde a Insomniac Games per il secondo episodio, ma anche qui si parla di un investimento che la casa di Redmond ha voluto temporaneamente bloccare in attesa di tempi migliori: magari con una versione PC e quindi più vendite a quest'ora staremmo già parlando di Sunset Overdrive 2 in via ufficiale (chissà... magari Microsoft lo annuncerà all'E3 2016 nel doppio formato One-Win10).


Il distaccarsi quindi dal mero "pezzo di plastica" che è Xbox e vedere il brand in una ottica diversa, più estesa e globale, non può che far bene all'intera divisione e a tutti i videogiocatori, desiderosi di vedere prodotte le migliori saghe videoludiche.

Spencer ha ragione quando dice che Windows 10 è un bene anche e soprattutto per Xbox One: la realizzazione di titoli come Halo Wars 2, il prossimo Alan Wake e, con molta probabilità anche Quantum Break, non avrebbero mai visto la luce se fossero usciti unicamente su One. Mettendo da parte un po' l'amore viscerale di un fan che tiene in particolare ad un brand (me compreso), tal volta bisogna giungere a compromessi per far si che questo non degeneri e muoia prematuramente. Alla fin fine i videogiocatori giocano ai videogames, non alle console, ed è per questo motivo che, almeno credo, bisogna allargare i propri orizzonti mentali, mettere da parte per un momento l'aspetto da tifoso da stadio e concentrarsi più sull'aspetto videoludico.

Certamente se Xbox One avesse venduto di più e Microsoft non avesse fatto tutti questi errori di comunicazione, molto probabilmente tal processo di unificazione sarebbe stato molto più lento, ma non esistono leggi di mercato precise se non quelle legate ai soldi, soprattutto in quello videoludico dove le cose cambiano in fretta e, un fallimento di una sola IP, ha ripercussione catastrofiche (guardate ad esempio The Order: 1886 e la fine dei Ready at Dawn o quella di Evolution dopo il lancio di Driveclub, se vogliamo vedere anche alla concorrenza).

Tutto ciò sarebbe accolto positivamente dai videogiocatori e in particolar modo dai fan di Xbox se Microsoft mettesse tutto nero su bianco, facesse in primis chiarezza direttamente lei sulle nuove visioni del futuro e i programmi imminenti. Basterebbe davvero poco per cambiare volto, e in bene, a questa generazione di console che, mai come ora, è stata così "sanguinosa" e mediaticamente scorretta.

I vari Phil Spencer, Greenberg, Nelson e chi per loro, dovrebbero annunciare pubblicamente tutte queste cose, senza nascondersi in stralci di interviste, mezzi annunci, dichiarazioni superficiali e ritrattazioni che lasciano l'utente con più dubbi che certezze.

Basterebbe un comunicato stampa, da far pubblicare a tutti i principali siti, un articolo sulel pagine ufficiali di Microsoft per chiarire una volta per tutte quale sia la direzione videoludica intrapresa dal gruppo.

Purtroppo anche il 25 febbraio scorso è accaduto tutto e l'opposto del tutto, una confusione mediatica che non fa che peggiorare le cose dal punto di vista della comunicazione e, a rimetterci, è unicamente Xbox e i suoi fan. Tutte gli pesudo annunci, pensieri e idee che Spencer ha confessato durante l'evento a porte chiuse, sono state un fulmine a ciel sereno: e l'effetto è stato quello (non voluto) di generare altri quesiti, altre domande sul futuro di Xbox.


E questo l'utenza Xbox non lo merita affatto, dato che ha dovuto ingoiare già troppi rospi tra ripensamenti, esclusive perse (senza saperne il motivo, ad oggi), Kinect si e Kinect no, Live da pagare su Xbox e Live gratuito su PC, console modulare e chi più ne ha più ne metta. Basterebbe maggior tatto, maggiore comunicazione "sincera" da parte di Microsoft e il Team Xbox per far coesistere, serenamente, i due "mondi" console e PC, mai così lontani, mai così vicini come ora. 

La confusione che vige in Redmond è tanta, quantomeno dal punto di vista mediatico, poichè i piani per il futuro sono invece interessantissimi e aprono a nuovi orizzonti mai visti prima. Basterebbe solo comunicarli nel modo corretto, presentando slide e filmati piuttosto che interviste dubbie e tweet che lasciano il tempo che trovano.

Quale futuro avrà Xbox dunque? Lo scopriremo la settimana prossima, tra abbonamenti da pagare, console con add-on hardware e la visione pioneristica di Microsoft verso il brand Xbox.

Xbox è morta.... Evviva Xbox!!! 

X-Rays

11 commenti:

  1. Tante cose da dire caro X-rays.
    Per quanto mi riguarda io credo che il "problema" alla base delle scelte di M$ stia nel fatto che il mercato mondiale del gaming sia molto meno ricco e florido di quello che vogliono farci credere. Analizziamo la situazione:
    -Nintendo: ha avuto un paio di anni di perdite, ora è tornata a guadagnare seppure con numeri di vendita molto bassi e aiutata dagli amiibo che di certo videogiochi non sono. Quindi non sono messi male ma i tempi del Super Nintendo sono moooolto lontani
    -Sony: vende tantissime consolle...ma l'azienda nel complesso resta molto malata. Viene considerata la console "universale" per l'alto numero di giochi che riesce ad assicurarsi...ma le vendite di software sono ben lontane da quelle dell'hardware. Anche qui siamo ben lontani dai tempi della PS2 dove, in mezzo a tanta pirateria, chiunque sviluppasse per PS2 alla fine portava a casa parecchi soldi
    -Microsoft: ha sbagliato tutto quello che volete ma anche lei pur avendo avuto ottime esclusive non pare essere molto soddisfatta al punto da "inventarsi" un percorso tutto suo per allargare a dismisura il bacino di utenti...toh guardacaso la stessa cosa che fece Nintendo con Wii :D ricordate la famosa Blue Ocean Strategy? Io ci vedo molto di tutto ciò nel nuovo approccio di Microsoft

    Detto ciò: tutti arrancano nel bene o nel male, schiacciati da richieste di mercato troppo rapide, da mode che vanno e vengono in fretta, da richieste tecniche/tecnologiche incompatibili con il ciclo vitale di una consolle...ed infine da gente che probabilmente parla e parla di videogiochi tutto il giorno su internet...ma poi magari non ha nemmeno una consolle o se ce l'ha la usa poche ore al mese, perché questo è quello che succede OGGI nel mondo del "social" dove tutti sanno...ma in realtà sono tutti ignoranti

    Premessa questa mia personale visione, cosa penso della mossa di Microsoft? Hanno fatto una scelta netta e rischiosa, ora devono avere il coraggio di andare fino in fondo senza ripensamenti o tentennamenti. Agli occhi dell'utente console (cioè quelli come me) Microsoft ha "tradito" la console, se ora non riesce a conquistare il pubblico PC, il brand Xbox farà la fine del NEO-GEO o dello Sharp X68000...i più grandicelli ricorderanno con una grossa dose di nostalgia.

    Non posso che augurargli i più sentiti auguri...e per favore se davvero vogliono essere così "universali" da abbracciare chiunque si ricordino ogni tanto di fare qualche accordo con KOEI, con CAPCOM, con SQUARE o con altri sviluppatori giapponesi perché, forse, l'altro problema di Xbox One è aver completamente abbandonato interi generi videoludici in favore di altri, peccato però che il mondo non si ferma ad Halo ed Uncharted (grazie al cielo) ma c'è ben di più.
    Sony negli ultimi 2/3 anni ha dimostrato di ricordarsi davvero di tutti (e non parlo di quella tristezza di Shenmue), Microsoft purtroppo no.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quoto in pieno, specialmente l'analisi "macroeconomica", chapeau.

      Elimina
  2. Ciao F5 ben tornato che dire tanti errori forse troppi nonostante siano passati più di 2 anni tutto ciò è assurdo per me un hardware innovativo evoluto incredibile che aggiornano costantemente qualcosa di nuovo mai visto prima per me eppure sony con le chiacchiere e l'aiuto dei media pur essendo circondata dal nulla è passata per la console più potente di questa nextgen l'ignoranza non ha limiti per tutto quello che è successo questi ultimi giorni era normale che avrebbero portato le exclusive anche su pc visto le vendite basse di One quindi ben venga tutto quello che è innovazione però iniziassero già da domani a comunicare con le persone che pagano fior di quatrini ogni anno e ad ogni gioco new che esce al prezzo di 70€ pur essendo una merda M$ caccia le palle se le hai basta mezze misure passi indietro serietà e sincerità verso chi ti è fedele e pubblicizzatelo di più il vostro prodotto forse qualcuno forse qualcun altro inizierà a conoscere Xbox visto che li volete i soldi ciao amico mio e stammi bene speriamo che abbiano imparato dopo tutti questi sbagli Spumeggiante come sempre XRays il mio F5 personale

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusa , ma credi ancora all'hardware alieno di xbox one ? , la console avra' solo features sbloccabili dalle DX 12 con varie ottimizzazioni, niente di piu' , la console è scarsa e prendera' solo prestazione dal software grazie alle DX 12.

      Elimina
    2. Le DX12 SONO il cuore di One, ovviamente nessuna rivoluzione, ma l'hardware di One ne trarrà enormi benefici, e vedere come il gap con PS4 si sia ridotto, anzi... in realtà non c'è mai stato. La console è tutt'altro che scarsa, The Division lo dimostra e lo dimostreranno dei titoletti poco importanti come Quantum Break, Gears 4, Scalebound.... e non solo ;)

      Elimina
    3. https://www.youtube.com/watch?v=BSg3opLozkw

      Elimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  4. Ho fiducia nel mercato e il mercato decreterà il fallimento della strategia di MS.Saranno costretti a piegarsi a Steam su pc e nel mondo console senza esclusive non esisti. Prossima gen si giocherà tutti su pc + ps5.

    RispondiElimina
  5. Io sinceramente sono ripassato al pc , ma non perchè la xbox one o ps4 facciano schifo , anzi con 400 euro giochi bene , ma solo per il fatto che sono smanettone di hardware e software , quindi il solo giocare e non poter fare nient'altro a me stufa , peccato che xbox abbia perso una SH " amica " come lionhead e perso l'esclusiva fable legends , visto che lionhead chide i battenti ,
    ma comunque se volete giocare a QB senza spendere troppo è obbligatoriamente prendere una xbox one , altrimenti con il pc ci vogliono HW della nasa.

    RispondiElimina
  6. Leggo ora dato che era da un po' che non vedevo questo blog aggiornato...
    Le esclusive stanno morendo è un dato di fatto, se le console dovessero vivere ed avere successo tramite le esclusive Nintendo avrebbe dovuto vendere Wii U a tonnellate ma invece è rimasta impantanata, perchè? Mancano i vari COD, Division, Destiny... mancano i block buster multipiatta.

    Come hanno scritto alcuni utenti il mercato sta cambiando ed è semplice capire come e dove quando giochi dozzinali su smartphone fanno 2-3 volte gli incassi di un Tripla A qualunque... ed anche qui si capisce perchè le esclusive stanno morendo e si va più spesso e volentieri verso le esclusive temporali.

    Ultimo punto ormai il videogioco sta diventando un servizio, basta vedere EA Access e futuri servizi come il PlayStation Now... anche qui si aprono porte infinite...

    RispondiElimina